Magliano Sabina
Altezza:
222m s.l.m.
Superficie:
43,23km²
Popolazione:
~3.634
La nostra storia
Ossidiane e selci, testimonianze della Preistoria. La comparsa dell'uomo su questi colli non è databile, ma significativi rinvenimenti archeologici testimoniano insediamenti che si fanno risalire alla preistoria. Ossidiane e selci lavorate (raschiatoi, lame, punte di freccia), raccolte nelle zone di Grappignano e Colle Rampo, dischiudono nuove prospettive alla ricerca archeologica.
I Sabini Tiberini. Il periodo pre-romano si avvale di una considerevole quantità di reperti (oinokoe, kilix, kantaros e anfore sabine) - generalmente corredi di tombe portati alla luce dalle necropoli del Giglio, di San Biagio, di Castellano e di Collicello - i quali confortano l'ipotesi dell'esistenza in questi luoghi di una cultura proto-sabina e sabina caratteristica e straordinariamente ragguardevole. La zona viene considerata come "un'area di tramite, di incontri e di passaggi delle culture piceno-adriatica e falisco-capenate", culla della Civiltà arcaica dei Sabini Tiberini settentrionali, ma anche degli Umbro-Sabini. Tanto che si individua nel VII secolo a.C. un villaggio arcaico di una certa importanza, che prolunga la sua esistenza fino al IV-III secolo a.C., allorquando la potenza e la cultura falisca non si impongono, per poi far posto alla colonizzazione romana.
L’insediamento longobardo sulla collina di Magliano. Il duca longobardo Ariulfo, venuto in Italia con l’esarca bizantino Romano (989), uccide Faroaldo I e si insedia a Spoleto; occupa Narni, Orte e Otricoli e controlla i territori circostanti, compreso quello di Magliano. A questo punto l’occupazione longobarda della zona maglianese diventa coerentemente più stabile non solo militarmente.
Nella stagione 603-604 le campagne offrono soltanto "viti inaridite e messi distrutte". Il territorio maglianese è abitato da poche persone prive di mezzi, fra l’altro sfruttate a livello servile da gruppi di Longobardi, per di più sono senza il conforto dell'istituzione religiosa devono sopportare continui passaggi di truppe, carestie e epidemie, che falcidiano animali e persone. Nel 605, conclusa la guerra fra Bizantini e Longobardi, si delineano chiaramente i confini del Ducato di Spoleto. Otricoli passa sotto il controllo del Ducato Romano. La nuova situazione politica trova Magliano inserito nel Ducato di Spoleto, il territorio di Otricoli, ormai in mano ai Bizantini e alla Chiesa stabilisce la linea di confine, con quello maglianese, grosso modo, lungo il torrente delle Rocchette.
Nascono altri castelli e il castrum Malliani. Nel X secolo l’area maglianese assume una certa importanza per i guadi e per i porti sul Tevere, con la conseguenza che dopo i castelli di Santa Eugenia e di Civitella (Rocchette), nascono i castelli di Foglia (seconda metà del X secolo), di Campana (1036-1038), di Striano (1106) e della rocca de Guinizo (1123). Agli inizi dell'anno Mille nasce il castello di Magliano: la fortezza è dominio degli "eredi di Arduino", usurpatori dei beni del Monastero di Farfa, in seguito dei Crescenzi; alla fine del secolo appare ormai come un “castrum” ben fortificato, strategicamente dominante la Valle del Tevere, ricco per il possesso di un importante porto fluviale, con il quale controllava il commercio dell'Alto Lazio e dell'Umbria.
Il castello di Magliano appare del tutto organizzato soltanto alla fine dell'XI secolo, quando Farfa ne venne in possesso di un quinto insieme al porto e dove il monastero dei ss. Cosma e Damiano in Mica Aurea aveva una tractoria, in cui venivano raccolti i censi in natura, poi canalizzati attraverso il Tevere a Roma.
Nel XII secolo Il castello di Magliano è una fortezza ben munita, come segnala un geografo arabo; per di più è già considerato come dipendente dal comune romano (metà XII secolo). Non a caso nel giugno del 1155 presso Magliano si incontrano Federico Barbarossa e papa Adriano IV. Soggetto ormai alla santa sede il castello di Magliano corrispondeva ogni anno anche per il castello di Striano un censo di ben ventidue libbre lucchesi.
Magliano, vassallo del Campidoglio. Nel 1311 il comune di Magliano ridimensiona definitivamente le sue ambizioni: le truppe del senatore capitolino, Ludovico di Savoia, assoggettano Magliano al Campidoglio. Ciò nonostante, per tutto il secolo, Magliano conserva una forte presenza nelle vicende politiche della Sabina. Si ribella più volte al rettore, grazie anche alla protezione del comune romano, ma deve poi pagare una multa di 500 fiorini alla Chiesa per aver ospitato alcuni ribelli.
Alla fine del XIV secolo papa Bonifacio IX (1389-14049) provvede alla nomina dei podestà al posto dell'autorità del comune di Roma. Magliano, nel 1434, è occupato da Francesco Sforza e riconquistato al papa da Braccio da Montone. Nel 1447 Alfonso d'Aragona si accampa nei pressi di Magliano e lascia il suo nome graffito su di un affresco della cripta della Madonna delle Grazie.
Magliano città e sede della diocesi Sabina. Nel 1460 Pio II attraversa il Tevere su di un ponte di legno ed è accolto dalla cittadinanza festante, che è ammessa al bacio della sagra pantofola. Cresce l'importanza di Magliano in quanto è istituita una fiera per la festa del protettore San Liberatore, la cui chiesa è elevata a collegiata dallo stesso papa. L'abitato era suddiviso in quartieri denominati, Colle, Piano, Valle e S. Giovanni. Non per altro, il 16 settembre 1495 Alessandro VI Borgia decide di sceglierlo come sede della diocesi Sabina e fregiarlo del titolo di “città” a scapito dell'antica cattedrale di Vescovio ormai fatiscente, del tutto isolata e priva di civitas. Per aver sottratto questo titolo, nei primi anni del ‘500 subisce gli attacchi di quasi tutti i castelli della Sabina: ci furono scontri, combattimenti, incendi e saccheggi. Papa Leone X pose fine alla "guerra" quando restituì il diritto a Vescovio di chiamarsi Antica Cattedrale dei Sabini (1521). Durante questi avvenimenti Magliano sostiene anche uno scontro con la potente famiglia dei Solimani, padroni del Castello delle Rocchette, ma grazie all'intervento del Campidoglio, di cui Magliano era vassallo, l'impresa dei Solimani fallisce. I Conservatori del Campidoglio, in seguito, imposero nuovi Statuti (stampati e pubblicati nel 1594) per riaffermare il loro potere su Magliano.
Il Seminario Sabino e la deviazione del Tevere. ll 26 gennaio 1593 il Cardinale Paleotti istituisce il Seminario Sabino, che è il terzo in Italia dopo il Concilio di Trento. Pur di averlo, i maglianesi donano addirittura il Palazzo priorale. Per di più la comunità maglianese, forte di 3500 anime circa, possedeva sette chiese parrocchiali, alcuni conventi ed altri istituti di carità e di "ospitalità". Il porto d'Arno sul fiume Tevere, situato proprio ai piedi della collina (vocabolo Alboreto), associato alla produzione agricola ed artigianale, costituiva il fattore trainante di tutta l'economia. La deviazione del corso del fiume, per la costruzione di Ponte Felice, voluta da Sisto V, comportò conseguenze gravissime per l'economia della comunità. Il porto fu spostato a Ponte Felice e le perniciose esalazioni delle acque stagnanti nell'antico alveo causarono epidemie, che decimarono la popolazione.
La Repubblica Romana e fine dello Stato Pontificio. Allo scoppio della I Guerra d'Indipendenza, cinque maglianesi si aggregano all'esercito papalino del generale Durando. Nel frattempo (1847) Pio IX toglie al Comune di Roma i diritti di vassallaggio su Magliano. Quando poi il pontefice fugge a Gaeta, la popolazione maglianese è l'unica della Delegazione di Rieti ad agitarsi. Infatti, il 27 novembre 1848 il cardinale Brignole nottetempo si allontana dalla città con il suo servo. Il 9 febbraio 1849 Magliano entra a far parte della Repubblica Romana di Mazzini, Armellini e Saffi.
Dopo la caduta della Repubblica, il 23 luglio le milizie spagnole, intervenute per ristabilire l'ordine nello Stato Pontificio, sostarono a Magliano, che ritorna nella Legazione apostolica, sempre al¬le dipendenze della Delegazione di Rieti (1850).
Dai risultati del censimento del 1851 si desume che gli abitanti erano saliti a 2000, che in loco operavano bravi artigiani, che il commercio, pur sempre carente, mostrava segni di ripresa. Ciò nonostante, alla fine degli anni Cinquan¬ta, la popolazione scende sotto le 2000 anime. Come ultimo atto dell’epoca pontificia, nel 1858 il cardinale Gabrielle Ferretti istituisce a Magliano un ospedale denominato "Il ricovero per i poveri infermi".
Magliano nel Regno d’Italia. Le operazioni militari per l’Unità d’Italia per annettere le Marche e l'Umbria, comportano l'occupazione di Magliano (il 29 settembre 1860) da parte di volontari sabini. L'8 ottobre arrivano i Cacciatori del Tevere e lasciano un distaccamento per la sorveglianza militare lungo la frontiera con il restante territorio pontificio. Questi furono sostituiti nel 1861 da unità di linea del regolare esercito italiano.
Con l'annessione al Regno d'Italia ufficializzata nel 1861, Magliano, con il sindaco regio Angelo Orsolini, diventa capoluogo di Mandamento con i comuni di Montebuono, Tarano e Collevecchio (Circondario di Rieti, Provincia dell'Umbria con capoluogo Perugia). Per essere zona di confine vengono istituiti gli uffici doganali a Frangellini e a Ponte Felice; in più ha gli Uffici di Censo, del Bollo Registro e la Pretura.
Subito Magliano incrementa la sua popolazione, che passa da circa 2000 abitanti del 1860 ai 3108 del 1870, nonostante che nell’estate del 1867 subisca una violenta epidemia di colera, che miete circa cento vittime in tre mesi.
Nell'agricoltura i proprietari, guidati dal sindaco Angelo Orsolini, esperto agricoltore, eseguono bonifiche impiantando frutteti e vigneti. Le pratiche agricole incrementano il commercio e attirano l'interesse di altre famiglie, che vennero ad abitare in Magliano, dove dalla stessa Roma molti "antipapalini", esuli politici, vengono a rifugiarsi.
Nel quadro strategico delle truppe piemontesi alla conquista di Roma, nel settembre 1870, si insedia a Magliano la XII Divisione del IV Corpo d'Esercito, comandato dal Generale Raffaele Cadorna; il quale stabilisce qui il suo stato maggiore per occupare Civita Castellana, ancora nello Stato Pontificio, per poi proseguire alla presa di Roma (20 settembre 1870).
Ricchezza e scioperi dei contadini. Dopo questo evento si riaprono le vie commerciali con la Città Eterna: oltre la via fluviale, la linea ferroviaria Ro¬ma-Orte, attivata sin dal 1866, prende a funzionare completamente per collegare con più facilità Magliano a Roma.
Si assiste ad un forte impulso alle attività economiche: ancora l'agricoltura ne è il motore trainante. Accanto a questa attività nasce un'officina meccanica (Pulifici), che produce macchine agricole. Nel 1872 viene fondata la Società O¬peraja di Mutuo Soccorso. Ci sono anche due banche: Banca di mutuo e sconto maglianese (1887) e Banca operaia (1892). All'alba del XX secolo Magliano raggiunge circa 4000 abitanti.
Nel 1904 Magliano è al centro di scioperi contadini di risonanza nazionale. Nella Prima Guerra Mondiale Magliano ha numerosi caduti al fronte. Nel 1920, prima del fascismo, riprendono gli scioperi dei contadini e l’occupazione delle terre. Si segnalano scontri armati con le forze dell'ordine e con le prime squadre fasciste, durante i quali è ucciso un carabiniere dagli scioperanti.
Nel ridisegnare i territori dei Comuni e delle Province, Magliano, dalla Provincia di Perugia, passa per un breve periodo a quella di Roma (1923), per poi entrare, nel 1927, a far parte definitivamente della provincia di Rieti.
Conclusione. Durante il Fascismo Magliano rafforza la sua economia, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale, durante la quale lascia sui campi di battaglia molti caduti, subisce l'occupazione tedesca e frequenti bombardamenti, di conseguenza la situazione si presentava preoccupante.
Nel periodo della Ricostruzione, infatti, i maglianesi col sacrificio di un duro lavoro riescono a dare di nuovo impulso all'attività agricola, riavviano il commercio, insomma riportano l'economia locale ad un buon livello. Nel 1956, causa una stagione contraria, l'agricoltura subisce gravissimi danni, per cui molti agricoltori sono costretti ad emigrare. La ripresa economica si ha soltanto alla fine degli anni Cinquanta del secolo XX, quando incominciano ad installarsi i primi cantieri dell'Autostrada del Sole, dalla quale Magliano, pur traendo benefici, non si trova preparato per fruttare a pieno quanto poteva. L'inaugurazione del casello dell'A1 avvenne nel 1963, quando Magliano contava 3800 abitanti, quanti ne risultano più o meno a tutt'oggi.
I Sabini Tiberini. Il periodo pre-romano si avvale di una considerevole quantità di reperti (oinokoe, kilix, kantaros e anfore sabine) - generalmente corredi di tombe portati alla luce dalle necropoli del Giglio, di San Biagio, di Castellano e di Collicello - i quali confortano l'ipotesi dell'esistenza in questi luoghi di una cultura proto-sabina e sabina caratteristica e straordinariamente ragguardevole. La zona viene considerata come "un'area di tramite, di incontri e di passaggi delle culture piceno-adriatica e falisco-capenate", culla della Civiltà arcaica dei Sabini Tiberini settentrionali, ma anche degli Umbro-Sabini. Tanto che si individua nel VII secolo a.C. un villaggio arcaico di una certa importanza, che prolunga la sua esistenza fino al IV-III secolo a.C., allorquando la potenza e la cultura falisca non si impongono, per poi far posto alla colonizzazione romana.
L’insediamento longobardo sulla collina di Magliano. Il duca longobardo Ariulfo, venuto in Italia con l’esarca bizantino Romano (989), uccide Faroaldo I e si insedia a Spoleto; occupa Narni, Orte e Otricoli e controlla i territori circostanti, compreso quello di Magliano. A questo punto l’occupazione longobarda della zona maglianese diventa coerentemente più stabile non solo militarmente.
Nella stagione 603-604 le campagne offrono soltanto "viti inaridite e messi distrutte". Il territorio maglianese è abitato da poche persone prive di mezzi, fra l’altro sfruttate a livello servile da gruppi di Longobardi, per di più sono senza il conforto dell'istituzione religiosa devono sopportare continui passaggi di truppe, carestie e epidemie, che falcidiano animali e persone. Nel 605, conclusa la guerra fra Bizantini e Longobardi, si delineano chiaramente i confini del Ducato di Spoleto. Otricoli passa sotto il controllo del Ducato Romano. La nuova situazione politica trova Magliano inserito nel Ducato di Spoleto, il territorio di Otricoli, ormai in mano ai Bizantini e alla Chiesa stabilisce la linea di confine, con quello maglianese, grosso modo, lungo il torrente delle Rocchette.
Nascono altri castelli e il castrum Malliani. Nel X secolo l’area maglianese assume una certa importanza per i guadi e per i porti sul Tevere, con la conseguenza che dopo i castelli di Santa Eugenia e di Civitella (Rocchette), nascono i castelli di Foglia (seconda metà del X secolo), di Campana (1036-1038), di Striano (1106) e della rocca de Guinizo (1123). Agli inizi dell'anno Mille nasce il castello di Magliano: la fortezza è dominio degli "eredi di Arduino", usurpatori dei beni del Monastero di Farfa, in seguito dei Crescenzi; alla fine del secolo appare ormai come un “castrum” ben fortificato, strategicamente dominante la Valle del Tevere, ricco per il possesso di un importante porto fluviale, con il quale controllava il commercio dell'Alto Lazio e dell'Umbria.
Il castello di Magliano appare del tutto organizzato soltanto alla fine dell'XI secolo, quando Farfa ne venne in possesso di un quinto insieme al porto e dove il monastero dei ss. Cosma e Damiano in Mica Aurea aveva una tractoria, in cui venivano raccolti i censi in natura, poi canalizzati attraverso il Tevere a Roma.
Nel XII secolo Il castello di Magliano è una fortezza ben munita, come segnala un geografo arabo; per di più è già considerato come dipendente dal comune romano (metà XII secolo). Non a caso nel giugno del 1155 presso Magliano si incontrano Federico Barbarossa e papa Adriano IV. Soggetto ormai alla santa sede il castello di Magliano corrispondeva ogni anno anche per il castello di Striano un censo di ben ventidue libbre lucchesi.
Magliano, vassallo del Campidoglio. Nel 1311 il comune di Magliano ridimensiona definitivamente le sue ambizioni: le truppe del senatore capitolino, Ludovico di Savoia, assoggettano Magliano al Campidoglio. Ciò nonostante, per tutto il secolo, Magliano conserva una forte presenza nelle vicende politiche della Sabina. Si ribella più volte al rettore, grazie anche alla protezione del comune romano, ma deve poi pagare una multa di 500 fiorini alla Chiesa per aver ospitato alcuni ribelli.
Alla fine del XIV secolo papa Bonifacio IX (1389-14049) provvede alla nomina dei podestà al posto dell'autorità del comune di Roma. Magliano, nel 1434, è occupato da Francesco Sforza e riconquistato al papa da Braccio da Montone. Nel 1447 Alfonso d'Aragona si accampa nei pressi di Magliano e lascia il suo nome graffito su di un affresco della cripta della Madonna delle Grazie.
Magliano città e sede della diocesi Sabina. Nel 1460 Pio II attraversa il Tevere su di un ponte di legno ed è accolto dalla cittadinanza festante, che è ammessa al bacio della sagra pantofola. Cresce l'importanza di Magliano in quanto è istituita una fiera per la festa del protettore San Liberatore, la cui chiesa è elevata a collegiata dallo stesso papa. L'abitato era suddiviso in quartieri denominati, Colle, Piano, Valle e S. Giovanni. Non per altro, il 16 settembre 1495 Alessandro VI Borgia decide di sceglierlo come sede della diocesi Sabina e fregiarlo del titolo di “città” a scapito dell'antica cattedrale di Vescovio ormai fatiscente, del tutto isolata e priva di civitas. Per aver sottratto questo titolo, nei primi anni del ‘500 subisce gli attacchi di quasi tutti i castelli della Sabina: ci furono scontri, combattimenti, incendi e saccheggi. Papa Leone X pose fine alla "guerra" quando restituì il diritto a Vescovio di chiamarsi Antica Cattedrale dei Sabini (1521). Durante questi avvenimenti Magliano sostiene anche uno scontro con la potente famiglia dei Solimani, padroni del Castello delle Rocchette, ma grazie all'intervento del Campidoglio, di cui Magliano era vassallo, l'impresa dei Solimani fallisce. I Conservatori del Campidoglio, in seguito, imposero nuovi Statuti (stampati e pubblicati nel 1594) per riaffermare il loro potere su Magliano.
Il Seminario Sabino e la deviazione del Tevere. ll 26 gennaio 1593 il Cardinale Paleotti istituisce il Seminario Sabino, che è il terzo in Italia dopo il Concilio di Trento. Pur di averlo, i maglianesi donano addirittura il Palazzo priorale. Per di più la comunità maglianese, forte di 3500 anime circa, possedeva sette chiese parrocchiali, alcuni conventi ed altri istituti di carità e di "ospitalità". Il porto d'Arno sul fiume Tevere, situato proprio ai piedi della collina (vocabolo Alboreto), associato alla produzione agricola ed artigianale, costituiva il fattore trainante di tutta l'economia. La deviazione del corso del fiume, per la costruzione di Ponte Felice, voluta da Sisto V, comportò conseguenze gravissime per l'economia della comunità. Il porto fu spostato a Ponte Felice e le perniciose esalazioni delle acque stagnanti nell'antico alveo causarono epidemie, che decimarono la popolazione.
La Repubblica Romana e fine dello Stato Pontificio. Allo scoppio della I Guerra d'Indipendenza, cinque maglianesi si aggregano all'esercito papalino del generale Durando. Nel frattempo (1847) Pio IX toglie al Comune di Roma i diritti di vassallaggio su Magliano. Quando poi il pontefice fugge a Gaeta, la popolazione maglianese è l'unica della Delegazione di Rieti ad agitarsi. Infatti, il 27 novembre 1848 il cardinale Brignole nottetempo si allontana dalla città con il suo servo. Il 9 febbraio 1849 Magliano entra a far parte della Repubblica Romana di Mazzini, Armellini e Saffi.
Dopo la caduta della Repubblica, il 23 luglio le milizie spagnole, intervenute per ristabilire l'ordine nello Stato Pontificio, sostarono a Magliano, che ritorna nella Legazione apostolica, sempre al¬le dipendenze della Delegazione di Rieti (1850).
Dai risultati del censimento del 1851 si desume che gli abitanti erano saliti a 2000, che in loco operavano bravi artigiani, che il commercio, pur sempre carente, mostrava segni di ripresa. Ciò nonostante, alla fine degli anni Cinquan¬ta, la popolazione scende sotto le 2000 anime. Come ultimo atto dell’epoca pontificia, nel 1858 il cardinale Gabrielle Ferretti istituisce a Magliano un ospedale denominato "Il ricovero per i poveri infermi".
Magliano nel Regno d’Italia. Le operazioni militari per l’Unità d’Italia per annettere le Marche e l'Umbria, comportano l'occupazione di Magliano (il 29 settembre 1860) da parte di volontari sabini. L'8 ottobre arrivano i Cacciatori del Tevere e lasciano un distaccamento per la sorveglianza militare lungo la frontiera con il restante territorio pontificio. Questi furono sostituiti nel 1861 da unità di linea del regolare esercito italiano.
Con l'annessione al Regno d'Italia ufficializzata nel 1861, Magliano, con il sindaco regio Angelo Orsolini, diventa capoluogo di Mandamento con i comuni di Montebuono, Tarano e Collevecchio (Circondario di Rieti, Provincia dell'Umbria con capoluogo Perugia). Per essere zona di confine vengono istituiti gli uffici doganali a Frangellini e a Ponte Felice; in più ha gli Uffici di Censo, del Bollo Registro e la Pretura.
Subito Magliano incrementa la sua popolazione, che passa da circa 2000 abitanti del 1860 ai 3108 del 1870, nonostante che nell’estate del 1867 subisca una violenta epidemia di colera, che miete circa cento vittime in tre mesi.
Nell'agricoltura i proprietari, guidati dal sindaco Angelo Orsolini, esperto agricoltore, eseguono bonifiche impiantando frutteti e vigneti. Le pratiche agricole incrementano il commercio e attirano l'interesse di altre famiglie, che vennero ad abitare in Magliano, dove dalla stessa Roma molti "antipapalini", esuli politici, vengono a rifugiarsi.
Nel quadro strategico delle truppe piemontesi alla conquista di Roma, nel settembre 1870, si insedia a Magliano la XII Divisione del IV Corpo d'Esercito, comandato dal Generale Raffaele Cadorna; il quale stabilisce qui il suo stato maggiore per occupare Civita Castellana, ancora nello Stato Pontificio, per poi proseguire alla presa di Roma (20 settembre 1870).
Ricchezza e scioperi dei contadini. Dopo questo evento si riaprono le vie commerciali con la Città Eterna: oltre la via fluviale, la linea ferroviaria Ro¬ma-Orte, attivata sin dal 1866, prende a funzionare completamente per collegare con più facilità Magliano a Roma.
Si assiste ad un forte impulso alle attività economiche: ancora l'agricoltura ne è il motore trainante. Accanto a questa attività nasce un'officina meccanica (Pulifici), che produce macchine agricole. Nel 1872 viene fondata la Società O¬peraja di Mutuo Soccorso. Ci sono anche due banche: Banca di mutuo e sconto maglianese (1887) e Banca operaia (1892). All'alba del XX secolo Magliano raggiunge circa 4000 abitanti.
Nel 1904 Magliano è al centro di scioperi contadini di risonanza nazionale. Nella Prima Guerra Mondiale Magliano ha numerosi caduti al fronte. Nel 1920, prima del fascismo, riprendono gli scioperi dei contadini e l’occupazione delle terre. Si segnalano scontri armati con le forze dell'ordine e con le prime squadre fasciste, durante i quali è ucciso un carabiniere dagli scioperanti.
Nel ridisegnare i territori dei Comuni e delle Province, Magliano, dalla Provincia di Perugia, passa per un breve periodo a quella di Roma (1923), per poi entrare, nel 1927, a far parte definitivamente della provincia di Rieti.
Conclusione. Durante il Fascismo Magliano rafforza la sua economia, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale, durante la quale lascia sui campi di battaglia molti caduti, subisce l'occupazione tedesca e frequenti bombardamenti, di conseguenza la situazione si presentava preoccupante.
Nel periodo della Ricostruzione, infatti, i maglianesi col sacrificio di un duro lavoro riescono a dare di nuovo impulso all'attività agricola, riavviano il commercio, insomma riportano l'economia locale ad un buon livello. Nel 1956, causa una stagione contraria, l'agricoltura subisce gravissimi danni, per cui molti agricoltori sono costretti ad emigrare. La ripresa economica si ha soltanto alla fine degli anni Cinquanta del secolo XX, quando incominciano ad installarsi i primi cantieri dell'Autostrada del Sole, dalla quale Magliano, pur traendo benefici, non si trova preparato per fruttare a pieno quanto poteva. L'inaugurazione del casello dell'A1 avvenne nel 1963, quando Magliano contava 3800 abitanti, quanti ne risultano più o meno a tutt'oggi.
Magliano Sabina
Il centro storico di Magliano Sabina sorge in una posizione strategica, immerso nel verde, al confine tra l'Umbria e il Lazio, a pochi passi da Roma. Per tutti quelli che hanno la fortuna di passare di qui, è impossibile non rimanere affascinati dalla vista mozzafiato sulla Valle del Tevere attraverso i vari affacci del centro storico. Non a caso, Magliano vanta la presenza di Foglia, una vedetta sul Tevere, il piccolo borgo inserito a pieno titolo nell’Associazione “i Borghi più Belli d'Italia”, premiato per il panorama unico. Anche le numerose attività di ristorazione presenti sul territorio sono immerse in paesaggi incontaminati, di rara bellezza, note per la qualità dei nostri cibi. L'olio extravergine di oliva Sabina DOP fa da capofila, ma non si può non citare la nostra inconfondibile salsiccia di fegato suino: la "Mazzafegata", alla quale è stato riconosciuto il marchio De.Co. Un percorso eno-gastronomico che lascia spazio anche per una visita tra i diversi siti culturali che caratterizzano il centro storico, alcuni di questi riaperti in occasione delle giornate FAI di primavera nel 2019. Chiunque avrà la fortuna di scegliere Magliano come meta avrà il piacere di fare un'esperienza tra la storia, la cultura, la tradizione, la natura e il buon cibo!
Il Centro storico di Magliano Sabina sorge in una posizione strategica, che consentiva al paese di dominare la Valle del Tevere e l’accesso al porto sottostante. Una vista magnifica che ancora oggi si può godere affacciandosi dal giardino dell’innovativo EcOstello, che ha sede negli spazi di un ex convento. A pochi metri dalla struttura troviamo il Santuario di Santa Maria delle Grazie, in stile neo-quattrocentesco. Sull’altare maggiore è posta la Pala d’altare della Madonna delle Grazie, tempera su legno di cedro, datata intorno al 1480: immagine sacra che ha sempre suscitato nei maglianesi grande devozione. L’unica parte intatta del precedente impatto medievale è la splendida Cripta protoromanica, che ancora oggi possiamo visitare, scendendo per la scala della parte destra del transetto. La sua datazione è incerta e viene collocata tra il 1000 e 1400. Sommersa completamente da materiale di scarico fino al 1966 e scoperta in quell’anno grazie ai lavori di ristrutturazione. Tra i siti culturali del centro storico di Magliano Sabina troviamo la famosa Cattedrale di San Liberatore, Santo Patrono della Città (festeggiamenti 15 Maggio), la Chiesa Romanica di San Pietro e il Museo Civico Archeologico. I materiali del Museo sono distribuiti su tre piani dell’elegante Palazzo Gori d’inizi Novecento, nel centro storico di Magliano Sabina. I reperti sono esposti secondo la provenienza e presentati in successione cronologica, permettendo così di tracciare le linee fondamentali della Civiltà Sabina. Da non perdere la suggestiva Mostra delle macchine sceniche realizzate dal maestro, scultore, e direttore teatrale Luciano Minestrella, nella chiesa di San Michele.
Magliano Sabina vanta anche la presenza del Borgo di Foglia, tra i Borghi più Belli d’Italia della regione Lazio. Foglia, una vedetta sul Tevere, è una piccola frazione del comune di Magliano Sabina. Il piccolo borgo, che conta 39 abitanti, è caratterizzato dalla presenza di Palazzo Orsini, di epoca medievale, di Palazzo Valignani-Orsini, sorto in epoca rinascimentale e della chiesa di Santa Maria Assunta, al cui interno si trovano affreschi risalenti ai secoli XVII-XVIII e le reliquie di Santa Serena, Santa Patrona del Borgo. Gli affacci sono diversi e comprendono un’ampia vista sulla Valle del Tevere e l’Autostrada del Sole, dove sullo sfondo compaiono il profilo del Monte Soratte e, in lontananza, i monti Sabatini e Cimini. Il borgo di Foglia si trova in una posizione strategica: 8 km dal casello autostradale di Magliano Sabina e 60 km da Roma.
Ambiente naturale circostante. Attraverso la Via Romana, la strada principale che percorre il borgo, ci si inoltra nell’ambiente naturale in cui il Borgo di Foglia è incastonato. Percorrendo la strada di San Sebastiano, si trovano tombe che testimoniano insediamenti dei Falisci, popolazioni di ceppo italico antecedenti ai romani. Più avanti ci si imbatte nei resti di un’antica villa Romana, detta Villa San Sebastiano, che ha restituito numerosi reperti, oggi esposti nel Museo Civico Archeologico di Magliano Sabina. Di lì a poco, si entra nel “Bosco di Foglia”, che ha un’estensione di 40 ettari. La vegetazione è caratterizzata da esemplari di querce secolari, lecci e cerri e da una profusione di fiori spontanei tra cui orchidee di vari colori. E tra le specie vegetali commestibili, da segnalare la presenza di asparagi selvatici e funghi. Il territorio di Magliano Sabina conta un’ampia zona al di fuori dal centro storico, che comprende numerose località, tra cui quella di Chiorano, luogo del famoso Santuario della Madonna di Uliano. Il Santuario è legato alla devozione per la fonte miracolosa di Uliano, di antica memoria, e alla tradizionale processione del Lunedì dell’Angelo. La stessa località, tra le splendide valli Sabine, vanta la presenza del “Piccolo Roseto Giovanni Chilanti”. Un giardino privato che comprende 1300 varietà di rose, tra specie e ibridi. Il Roseto è organizzato come un vero e proprio giardino botanico e si estende su 3 ettari di terreno collinare, immerso in un paesaggio dolce, verde, esteso, ma protetto, tipicamente Sabino, dove lo sguardo può spaziare e godere della natura.
Il Centro storico di Magliano Sabina sorge in una posizione strategica, che consentiva al paese di dominare la Valle del Tevere e l’accesso al porto sottostante. Una vista magnifica che ancora oggi si può godere affacciandosi dal giardino dell’innovativo EcOstello, che ha sede negli spazi di un ex convento. A pochi metri dalla struttura troviamo il Santuario di Santa Maria delle Grazie, in stile neo-quattrocentesco. Sull’altare maggiore è posta la Pala d’altare della Madonna delle Grazie, tempera su legno di cedro, datata intorno al 1480: immagine sacra che ha sempre suscitato nei maglianesi grande devozione. L’unica parte intatta del precedente impatto medievale è la splendida Cripta protoromanica, che ancora oggi possiamo visitare, scendendo per la scala della parte destra del transetto. La sua datazione è incerta e viene collocata tra il 1000 e 1400. Sommersa completamente da materiale di scarico fino al 1966 e scoperta in quell’anno grazie ai lavori di ristrutturazione. Tra i siti culturali del centro storico di Magliano Sabina troviamo la famosa Cattedrale di San Liberatore, Santo Patrono della Città (festeggiamenti 15 Maggio), la Chiesa Romanica di San Pietro e il Museo Civico Archeologico. I materiali del Museo sono distribuiti su tre piani dell’elegante Palazzo Gori d’inizi Novecento, nel centro storico di Magliano Sabina. I reperti sono esposti secondo la provenienza e presentati in successione cronologica, permettendo così di tracciare le linee fondamentali della Civiltà Sabina. Da non perdere la suggestiva Mostra delle macchine sceniche realizzate dal maestro, scultore, e direttore teatrale Luciano Minestrella, nella chiesa di San Michele.
Magliano Sabina vanta anche la presenza del Borgo di Foglia, tra i Borghi più Belli d’Italia della regione Lazio. Foglia, una vedetta sul Tevere, è una piccola frazione del comune di Magliano Sabina. Il piccolo borgo, che conta 39 abitanti, è caratterizzato dalla presenza di Palazzo Orsini, di epoca medievale, di Palazzo Valignani-Orsini, sorto in epoca rinascimentale e della chiesa di Santa Maria Assunta, al cui interno si trovano affreschi risalenti ai secoli XVII-XVIII e le reliquie di Santa Serena, Santa Patrona del Borgo. Gli affacci sono diversi e comprendono un’ampia vista sulla Valle del Tevere e l’Autostrada del Sole, dove sullo sfondo compaiono il profilo del Monte Soratte e, in lontananza, i monti Sabatini e Cimini. Il borgo di Foglia si trova in una posizione strategica: 8 km dal casello autostradale di Magliano Sabina e 60 km da Roma.
Ambiente naturale circostante. Attraverso la Via Romana, la strada principale che percorre il borgo, ci si inoltra nell’ambiente naturale in cui il Borgo di Foglia è incastonato. Percorrendo la strada di San Sebastiano, si trovano tombe che testimoniano insediamenti dei Falisci, popolazioni di ceppo italico antecedenti ai romani. Più avanti ci si imbatte nei resti di un’antica villa Romana, detta Villa San Sebastiano, che ha restituito numerosi reperti, oggi esposti nel Museo Civico Archeologico di Magliano Sabina. Di lì a poco, si entra nel “Bosco di Foglia”, che ha un’estensione di 40 ettari. La vegetazione è caratterizzata da esemplari di querce secolari, lecci e cerri e da una profusione di fiori spontanei tra cui orchidee di vari colori. E tra le specie vegetali commestibili, da segnalare la presenza di asparagi selvatici e funghi. Il territorio di Magliano Sabina conta un’ampia zona al di fuori dal centro storico, che comprende numerose località, tra cui quella di Chiorano, luogo del famoso Santuario della Madonna di Uliano. Il Santuario è legato alla devozione per la fonte miracolosa di Uliano, di antica memoria, e alla tradizionale processione del Lunedì dell’Angelo. La stessa località, tra le splendide valli Sabine, vanta la presenza del “Piccolo Roseto Giovanni Chilanti”. Un giardino privato che comprende 1300 varietà di rose, tra specie e ibridi. Il Roseto è organizzato come un vero e proprio giardino botanico e si estende su 3 ettari di terreno collinare, immerso in un paesaggio dolce, verde, esteso, ma protetto, tipicamente Sabino, dove lo sguardo può spaziare e godere della natura.
Cosa vedere
Eventi
Mangiare & Dormire
Da Gustare
Mappa & Contatti
-
Claudia Cingolani (assessore al turismo)
cingolani.claudia@gmail.com
cingolani.claudia@gmail.com -
Comune email
areatecnica@comune.maglianosabina.ri.it
areatecnica@comune.maglianosabina.ri.it -
Carabinieri
0744 91333
0744 91333 -
Poste Italiane
0744 91657
0744 91657 -
Claudia Cingolani (assessore al turismo)
334 3206401
334 3206401 -
Farmacia Poiana
0744 919570
0744 919570