Castel di Tora


  • In un suggestivo scenario di boschi, gole, torrenti e laghi, Castel di Tora è una delle meraviglie del Lazio, e uno tra i Borghi più belli d’Italia


  • Altezza:


    607m s.l.m.

  • Superficie:


    15,49km²

  • Popolazione:


    ~270

La nostra storia


Castel di Tora, tra Carsoli e Rieti, lungo la vallata del Turano, ora imponente borgo dominante l'omonimo lago, trae le sue origini agli inizi dell'anno mille all'epoca del fenomeno degli "incastellamenti" ed è menzionato per la prima volta nei documenti farfensi del 1035 con il nome di "Castrum Vetus de Ophiano" (Chronicon Farfense). Per secoli è stato chiamato "Castelvecchio" (aggettivo castelvecchiese) nome mutato dopo l'unità d'Italia nel 1864 in quello di Castel di Tora, a ricordo di un antico pagus sabino romano detto Thora Thiora. L'Abbazia di Farfa possedette il territorio di Castel di Tora che lo ebbe in dono dai Rusticelli - Guidonisci, signori longobardi di Tora nel 1092, insieme al monte Antuni, l'antico "Castrum Antoni", prospicente roccaforte. La strategica posizione dei due castelli, opportunamente integrata da torri di avvistamento, è un chiaro segno della loro funzione difensiva all'epoca dell'invasione saracena del IX e X secolo. Successivamente la proprietà fu dei Buzi - Brancaleoni e quindi dei Mareri, ai quali fu confiscata nel 1241 da Federico II di Svevia alla cui morte nel 1250 ritornò ai Mareri. Corradino di Svevia, ultimo degli Hohenstaufen, vi si rifugiò dopo la sconfitta dei Piani Palentini (località situata tra Cappelle dei Marsi, Cese e Scurcola Marsicana), il 23.08.1268, prima di proseguire verso Vicovaro, nel disperato quanto vano tentativo di sottrarsi alla cattura da parte delle truppe angioine. La proprietà rimase ai Mareri, in quanto la confisca di Carlo I D'Angiò dei feudi dei Mareri nel Regno non colpì Castel di Tora ed Antuni situati nella Massa Torana del Patrimonium Sancti Petri. Nel 1440 il feudo di Castelvecchio passò agli Orsini e dal 1558 al 1570 agli Estouteville. Da tale data Castel di Tora ritornò agli Orsini sino al 1634 per poi passare ai Borghese (signori di castelvecchio). In seguito alla rivoluzione francese si verificò l'abolizione dei feudi. Il borgo di Antuni, invece, fu dei Brancaleoni fino al 1583, quindi dei Cesarini e poi dei Mattei sino al 1676. Di quest'epoca resta la testimonianza di un dipinto (1601) del pittore fiammingo Paul Bril, dall'aspro paesaggio con due castelli a guardia della gola formata dal Turano. La proprietà passò quindi ai Lante della Rovere sino al 1729, poi ai Gentili e nel 1800 ai Principi del Drago. Il borgo fu bombardato nel 1944 dagli aerei americani e nel 1950 completamente abbandonato dagli abitanti, di patronimico per lo più Franchi e Federici in chiara memoria del caposaldo imperiale. Dopo oltre 40 anni di abbandono ed incuria il borgo di Antuni era ridotto ad un cumulo di rovine ed ormai morto, quando nel 1992 il palazzo del Drago fu acquistato dal Comune di Castel di Tora e dal 1996 è stata iniziata e portata a termine, negli anni 2000-2002, l'opera di restauro e recupero del Castello del Drago e delle abitazioni circostanti, finanziati con i fondi CEE, del Giubileo 2000 e della Regione Lazio per un investimento complessivo di 5 miliardi e 500 milioni circa. In tale complesso immobiliare del Monte Antuni, verrà realizzato un centro culturale polifunzionale e museale, mentre le abitazioni sono destinate a foresteria per attività di turismo sociale. Prima dell'unità d'Italia Castel di Tora ed Antuni appartenevano allo Stato Pontificio. Dopo il 1862 Castel di Tora rimase aggregata all'Umbria, e cioè alla provincia di Perugia, come tutto il circondario di Rieti, per passare nel 1923 sotto la Provincia di Roma. Nel 1927 passò sotto la Provincia di Rieti appena creata. Negli anni 1935-38 fu costruita la diga di Posticciola e creato il lago artificiale del Turano che sommerse i terreni più fertili della valle, causando una forte emigrazione della popolazione locale, che all'epoca contava circa 1000 abitanti. L'invaso del Turano è di circa 165.000.000 di mc di acqua ed è collegato al bacino artificiale del lago Salto, costruito nello stesso periodo, con una galleria lunga circa 9.00 Km. Con il progressivo spopolamento, negli ultimi anni, vi è stata una completa trasformazione dell'economia locale, che dall'agricoltura e dalla pastorizia si sta progressivamente trasformando ed orientando verso il settore terziario del commercio e del turismo.

Castel di Tora


In un suggestivo scenario di boschi, gole, torrenti e laghi, Castel di Tora è una delle meraviglie del Lazio, e uno tra i Borghi più belli d’Italia. Allungato sulle rive del lago artificiale del Turano, Castel di Tora gode di un panorama affascinante, tra i più belli della regione, circondato da fitti boschi sui quali domina il Monte Navegna. Il paesaggio è pressoché incontaminato e bellissimo, ricco dei profumi di ginestre e timo, con l’aria pura da respirare profondamente, i colori dei secolari castagneti e dell’acqua blu che riempiono gli occhi, il volo delle poiane da ammirare. Il centro storico arrampicato su un’altura e dominato da un antico castello è rimasto pressoché invariato, così come l’architettura prevalente, fatta di case in pietra a vista, con coperture in legno e tetti con tegole di laterizio, secondo tipologie tipiche dell’architettura rurale medievale. Nel borgo regna un’atmosfera fiabesca: antichi portali, caratteristiche viuzze con archi, scalinate, passaggi, grotte e cantine scavate nella roccia, resti di colonne romane, fregi e iscrizioni latine sui muri perimetrali della chiesa, il campanile dove crescono la violacciocca e la mentuccia, la piazzetta belvedere, romantica, sul lago, la torre pentagonale, unica conservata delle mura medievali. Collegata da un fragile istmo, sulla piccola penisola protesa nel lago, c’è Antuni, un borgo fantasma, riscoperto e tornato visitabile dopo la distruzione, per errore, nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Tra gli edifici recuperati al di là di un archetto c’è il Palazzo del Drago, del XV secolo, che vantava tantissime sale e ben 365 finestre, e l’eremo di San Salvatore, scenografico, su una parete a picco sul lago.

Cosa vedere

CASCATA DELLE VALLOCCHIE

Un sentiero escursionistico di difficoltà T/E con dislivello di 150 m., una passeggiata per a/r di 2 ore.
Una scalinata naturale protetta a valle da una staccionata, al termine della quale si giunge al fosso delle Vallocchie.
Dove si possono ammirare le tante specie di alberi e di arbusti presenti e lo snello scorrimento delle acque lungo i numerosi gradoni naturali, costituiti da depositi calcarei e arenaici, che creano un'ambiente idoneo per la riproduzione del gambero di acqua dolce.
Percorrendo il fosso, per circa 200 m., si giunge ad una scalinata in legno che porta direttamente alla cascata.
Qui si crea una scenografia spettacolare formata da un salto d'acqua di circa 30 m. e da pareti di rocce spugnose calcaree, che evidenziano il processo carsico.
Per la presenza di numerose grotte ed altri, questo posto è chiamato in dialetto castelvecchiese " U buciu de le Coreara" (il buco o nido dei corvi ).


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BORGO DI MONTE ANTUNI

Il borgo medievale di monte Antuni, collegato da un istmo sottile alla terraferma attraverso il lago artificiale, richiama molti turisti ed è uno dei monumenti più importanti e visitati nella zona. Non solo si può godere di un panorama incantevole attraverso le acque che circondano interamente il monte, ma ci si può perdere nella suggestione offerta dai resti del palazzo dei Draghi, colpito duramente durante la seconda guerra mondiale e in seguito oggetto di restauro.
Più in generale, potrebbe essere una bella e particolare esperienza visitare l’intero borgo di Antuni, provando a immaginare come dovesse apparire il borgo nel medioevo, quando il feudo appartenuto ai Brancaleoni era pieno di vita e il lago non era ancora stato creato. In cima al monte sorge l’antico eremo di San Salvatore, arroccato su una rupe a picco sul lago. Il percorso che conduce all’eremo è un ottimo punto di osservazione per ammirare i resti delle mura antiche e per osservare la maestosità del Palazzo del Drago, la cui ricostruzione ha in parte modificato la struttura originale. Se della facciata è rimasto intatto solo l’antico portone, i bastioni e i contrafforti rimangono quelli originali. Numerose sale, di cui parecchie affrescate, e ben 365 finestre costituivano la particolarità di questo luogo fuori dal tempo.


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FONTANA DEL TRITONE

Data 1898 sita in Piazza San Giovanni Evangelista posta fronte Chiesa San Giovanni Evangelista.


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Santuario di Sant'Anatolia

Santuario di Sant'Anatolia, su un'altra collina nei pressi del borgo


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Chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista

Da non perdere anche una visita alla chiesa di S. Giovanni Evangelista, tipicamente barocca, abbellita da affreschi cinquecenteschi e affiancata da un campanile.


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Eremo di San Salvatore (XIV secolo)

Su un versante del rilievo, a precipizio sul lago, sorge l'eremo di San Salvatore, una grotta che conserva alcuni reperti archeologici e un dipinto realizzato da un asceta nel XVII secolo raffigurante un Cristo.


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Eventi

Sagra degli "STRIGLIOZZI"


Prima domenica di Ottobre


Trattasi di maccheroni fatti a mano, con condimento a base di : aglio olio peperoncino pomodoro e prezzemolo.
Sono da apprezzare in particolare: i ravioli con ricotta di pecora, formaggio pecorino, fettuccine fatte a mano con tartufo, abbacchio scottadito, salsicce e prosciutto, fagioli a pisello, gnocchi di patate con selvaggina o sugo di pecora, strigliozzi, polenta e polentone con sugo di magro.


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Il "POLENTONE"


Prima domenica di Quaresima


Cotto in grande caldaio con fuoco a legna, viene condito con sugo magro di baccalà, aringhe, tonno ed alici.
Fino agli anni 70 la festa si celebrava il mercoledì delle ceneri di ogni anno.
La festa attuale si celebra la I° domenica di Quaresima.


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Mangiando sotto le Stelle


Agosto


- “Mangiando sotto le Stelle” con degustazione di prodotti tipici sulle vie del centro storico periodo Agosto


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Tradizionale Canto della Pasquarella


5 Gennaio



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Mangiare & Dormire

Agriturismo la posta

Ristorante /camere

Via Rio Loc Campigliano
338 1607521

Agriturismo Le Cascine

appartamenti

Via Rio Loc. Campigliano
320 4111 445
332 456 7890
agriturismolecascinecdt@gmail.com

appartamenti autonomi con cucina senza pasti

Bar La Casina

Bar/Gelateria

Via Turanense Loc. Bivio di Castel di Tora
349 243 4790

Bar Ristoro Trattoria Pizzeria Maurizio Castellani

Ristorante/pizzeria

Via Turanense zona bivio di Castel di Tora
328 196 3963

Bar Trattoria Dea

Trattoria Bar

P.zza San Giovanni Evangelista
328 7630820

Casa Matilda

Casa vacanza

Via Umberto I n. 8
3497185007

Forno a legna Orsini

Forno

SP34, n.52, 02020 Castel di Tora
347 8575426

Hotel TURANO

hotel

Via Turanense 50
0765 716300

I Sapori del Borgo

Wine bar / Ristorante

Via Cenci 25
349 243 4790

Il Tasso

Ristorante

Via turanense 26
0765 716301

La Bottega di Palu

Supermarket

Piazza San Giovanni Evangelista
328 386 1546

La mini casa del Turano

Locazione turistica

Via Cenci 27
346 8174740

La Riva del Lago

Ristorante

Via Turanense 17
389 686 0142

La Terrazza sul Lago

Locazione turistica

Via Coltodino
338 6325627

Lake Holiday

Locazione turistica

Via Umberto I
347 3306719

Lake View House

Locazione turistica

Via Turano, 19
347 3306719

L’Angoletto

Ristorante

Via Coltodino snc
348 102 8572

L’Osteria di Bacco Home Restaurant

Home Restaurant

Via Umberto I, 33,
335 1251567

Ristorante Hotel Turano

Ristorante / Hotel

Via Turanense 50
0765 201210
info@hotelturano.it

Sosta Camper Castel di Tora

Camere

Via Turanense Loc. bivio Castel di Tora
0765 716313

Coordinate: 42.21374, 12.96953.
L’area sosta è in riva al lago. Apertura annuale.

Village on the Lake

Casa vacanze

Via Roma, 97
3497185007

Da Gustare

Formaggio pecorino e vaccino, ricotta di pecora, mais, farro, orzo, tartufi, funghi porcini e pesce di lago

Ravioli con ricotta di pecora

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