Borbona

La croce processionale di Borbona

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La croce processionale di Borbona


Si conserva in Borbona un prestigioso esempio di arte orafa: la croce processionale, databile al 1320-1330 c. Di grandi dimensioni, cm 115×70, sbalzata a fuoco in lamina d’argento dorato e decorata da smalti traslucidi è attribuita ad un raffinato artista toscano Andrea di Jacopo d’Ognabene (notizie 1284-1320). L’opera faceva parte di un gruppo di grandi croci processionali distribuite nei santuari lungo il confine del Regno angioino. Uno di questi santuari era la pieve medioevale di Santa Croce in Burbone

Dal 1974 è stata esposta nel Museo del Tesoro del Duomo di Rieti, ma oggi è tornata definitivamente a Borbona, in S. Maria Assunta, e i Borbontini la portano in processione tutte le prime domeniche di settembre per la Festa della Natività di Maria.
Una lunga indagine (G.G. 1984-96) ha permesso di chiarire molte cose a proposito della sua storia, del suo significato e del suo autore.

L’analisi stilistica (che resta in attesa di un riscontro anche documentario) permette di attribuire la croce ad un importante orefice toscano, Andrea di Jacopo d’Ognabene (notizie 1284-1320), attivo nell’ambito culturale di Roberto d’Angiò che alla corte di Napoli aveva raccolto artefici provenienti da tutta l’Europa.

Anche se i restauri del passato hanno gravemente alterato la Crocefissione sul verso, la croce conserva ancora integra tutta la sua suggestiva bellezza. La sua complessa iconografia rispecchia i grandi temi religiosi coinvolti nel drammatico conflitto che divide nei primi decenni del Trecento i francescani Spirituali dalla Curia trasferita ad Avignone: la Trinità e il primato dello Spirito Santo.